Diossina, mercato
italiano, sicuro e autosufficiente. Fiesa: aumentare i controlli alla
produzione ed alle frontiere
La
vicenda delle uova alla diossina riporta la questione della sicurezza
alimentare al centro delle preoccupazioni dei consumatori, in Italia e in
Europa.
La problematica si è materializzata in Germania dove la magistratura ha
aperto un’inchiesta e sono stati chiusi temporaneamente migliaia di
allevamenti a causa della contaminazione di uova e mangimi. Un’azienda
tedesca ha infatti corretto i mangimi con residui di olio biodiesel.
Ulteriore fonte di preoccupazione è il fatto che parte della mangimistica
sospetta sembra sia finita in altri allevamenti causando - sempre in
Germania - contaminazioni su altri prodotti alimentari di origine animale.
Il Ministero della Salute tedesco ha fatto sapere che la percentuale di
diossina contenuta nelle uova è 3-4 volte superiore alla soglia consentita
ma “ non pericolosa per la vita umana”.
Il Ministero della Salute italiano ha tempestivamente emanato una nota e
raccomandato la massima allerta invitando le autorità sanitarie, centrali
e periferiche, ad effettuare controllo e verifiche e gli operatori
economici a vigilare sulla provenienza di prodotti e sull’affidabilità dei
fornitori, raccomandando l’osservanza della rigida normativa
dell’autocontrollo disciplinato con l’haccp.
Controlli si sono svolti negli ultimi giorni negli esercizi commerciali
comportando disagi e rallentamenti nelle attività commerciali ma senza
riscontri.
Dal punto di vista della produzione l’Italia ha un indice di auto
approvvigionamento del 101% e una produzione in crescita e tra le più
sicure e controllate d’Europa.
“La Fiesa - ha dichiarato Gian Paolo Angelotti, Presidente della
Federazione degli alimentaristi di Confesercenti - ribadisce che occorre
un livello più intenso di controlli nella fase alta della filiera, nella
produzione di alimenti per animali e in quella propria della zootecnia, a
livello europeo.”
“E’ storicamente dimostrato - ha continuato Angelotti - che tutte le
emergenze sanitarie sin qui verificatesi si sono realizzate per carenza di
controlli nella fase a monte della distribuzione, laddove i beni vengono
materialmente prodotti. E’ necessaria anche una modifica all’etichettatura
dei prodotti alimentari favorendo l’introduzione dell’obbligo di
indicazione della provenienza.”
“Ciò che è inaccettabile - ha concluso il Presidente della Fiesa - è che
ogni volta si faccia un gran polverone, si animino controlli inutili verso
la parte finale della filiera e non di concluda nulla di costruttivo che
serva a evitare il ripetersi di allarmi già visti. Questo è un problema
europeo e va affrontato in quella sede, con il coraggio politico di
imporre controlli e verifiche alla parte produttiva”.
Leggi l'intervista al Direttore Generale del Ministero della Salute Dr.
Silvio Borrello |