lunedì , 18 Ottobre 2021

Riunita la Presidenza Nazionale Fiesa

Imprese pronte a cogliere le nuove opportunità del decreto riaperture

 No alle derive normative comunitarie

Prese importanti deliberazioni statutarie

La riunione di Presidenza nazionale Fiesa svoltasi in modalità video conferenza, tramite la piattaforma Teams, il 25 maggio 2021 ha discusso  dell’attuazione del programma di attività di rafforzamento territoriale Fiesa, dell’Assemblea elettiva Nazionale Confesercenti per assumere i necessari adempimenti statutari; della fissazione della data per lo svolgimento dell’Assemblea elettiva Fiesa e della presentazione della ricerca Fiesa Confesercenti-Federconsumatori; del Covid-19 e del Decreto riaperture delle attività per valutare gli scenari food, le problematiche e le opportunità; delle attività dell’OICB a sostegno della zootecnia italiana e del Tavolo suinicolo nazionale; del CCNL panificazione, analisi e proposte per il negoziato con Flai/Cgil, Fai/Cisl e Uila/Uil; delle iniziative della bilateralità e del programma delle iniziative da proporre a sostegno; della legislazione comunitaria e tutela del made in Italy.

Sul primo punto la Presidenza ha approvato il piano di sostegno delle attività territoriali della Federazione privilegiando interventi mirati nelle diverse aree geografiche particolarmente impegnate sulle iniziative federali.

Sul secondo punto la Presidenza ha votato all’unanimità la proposta di candidatura alla Presidenza nazionale Confesercenti della Presidente Patrizia De Luise per un secondo mandato.

Sul terzo punto la Presidenza ha approvato di abbinare la presentazione della Ricerca Fiesa Confesercenti Federconsumatori “Report sulla chiusura degli esercizi di vicinato alimentare” all’Assemblea elettiva Fiesa da tenersi nella seconda decade del mese di novembre 2021 demandando la calendarizzazione definitiva ad una nuova riunione dell’organismo.

Sul quarto punto la Presidenza ha valutato positivamente gli interventi messi campo dal Governo a supporto delle imprese sottolineando che oltre agli aspetti dei sostegni economici varati anche il nuovo cronoprogramma per le riaperture segna una svolta importante delineando un nuovo orizzonte di operatività per le imprese e di traghettamento fuori dall’emergenza anche se ancora diversi settori dovranno attendere per la piena ripresa; ma si tratta comunque di un’iniezione di fiducia per le imprese anche se occorre, per completare il rilancio, un Dl Sostegni Bis adeguato alle necessità delle aziende. La Presidenza ha valutato che il nuovo scenario riporterà il quadro dei consumi alimentari alla fase prepandemica, ricollocandoli nuovamente in modo articolato tra consumi domestici e consumi fuori casa. Le attività di distribuzione di vicinato alimentare, così come le attività di somministrazione e ristorazione, potranno riprendere il servizio di consumazione sul posto a pieno regime, valutando positivamente le delibere comunali che consentono, in osservanza delle indicazioni antitrust, l’occupazione suolo pubblico anche agli esercizi commerciali e ai laboratori di vicinato alimentare.

Sul quinto punto, la Presidenza ha giudicato con favore l’attività svolta da Oicb a difesa del settore agroalimentare sulle polemiche circa le emissioni di gas serra che mettono sotto accusa la zootecnia e la carne italiana. Oicb ha condannato l’informazione allarmistica che  per colpire la carne e la zootecnia italiana ignora i grandi sforzi fatti dalla filiera per approntare sistemi allevatoriali di sicurezza alimentare, di benessere animale e di sostenibilità ambientale, sottolineando che gli operatori del settore sono impegnati a migliorare ulteriormente le prestazioni professionali a conferma delle migliori prassi di gestione dei processi di filiera, evidenziando che solo in minima parte le emissioni climalterante sono attribuibili al comparto agroalimentare, come dimostrato da un grafico scientifico di rilevazione delle fonti inquinanti consultabile sul sito di Fiesa.it. Sul tavolo suinicolo nazionale insediato al Mipaf, Fiesa Confesercenti ha chiesto e ottenuto che il piano nazionale di promozione della carne suinicola e dei prosciutti a denominazione protetta passi anche attraverso il canale della distribuzione specializzata di settore, macellerie, alimentari, gastronomie, piccoli supermercati di quartiere oltre che presso la GDO.

Sul sesto punto, rinnovo del CCNL della panificazione, la Presidenza ha considerato coerente il sostanziale fermo negoziale delle imprese della panificazione con quelle afferenti alla Confederazione dei servizi commerciali, turistici e dei servizi. In un quadro di grande complessità, in cui ancora non vi è certezza sulla piena fuoriuscita dalla crisi pandemica, la Presidenza, sentito il coordinamento Assopanificatori, ha ben valutato l’orientamento della delegazione trattante di procedere al confronto in sede tecnica, per procedere all’esame della piattaforma sindacale, confermando al tempo stesso la necessità di avere il tempo necessario a recuperare elementi di maggiore conoscenza sulle immediate prospettive del mercato di riferimento, prima di procedere ad ulteriori progressi negoziali da adeguare alle esigenze delle imprese nel quadro che si determinerà. Di qui l’opportunità anche di garantire la continuità dei servizi assicurati dalla bilateralità di settore, a supporto dei lavoratori e delle imprese.

Sull’ultimo punto relativo alla legislazione europea, la Presidenza Fiesa ha espresso forte preoccupazione circa le pressioni in sede comunitaria tese a far adottare il Nutriscore e alcune proposte di nuova regolamentazione sul vino, chiedendo al Mipaf di sostenere e tutelare il made in Italy che ne sarebbe penalizzato. Sul Nutriscore, il semaforo a colori degli alimenti sulle confezioni, ad oggi è chiaro che penalizzerebbe le eccellenze agroalimentari italiane, contrassegnando incredibilmente con il colore rosso alcuni emblemi della produzione made in Italy, smentendo nei fatti decenni di politica agricola di qualità fondata sulle denominazioni protette, sulla valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei paesi membri, sulla etichettatura omogenea a livello europeo e sulla tracciabilità. La semplificazione semaforistica è l’esatto contrario della politica agricola europea fin qui promossa e costata miliardi all’UE. Così come inaccettabile è la proposta del vino dealcolizzato, che minerebbe alla radice il patrimonio enologico nazionale. Il Mipaf e il Ministro Patuanelli facciano rispettare i principi fondativi della politica agricola comune a tutela di prodotti dalla saggezza millenaria che la burocrazia di Bruxelles non può mettere a rischio. Detto questo, la Presidenza ha anche invitato a recuperare valori competitivi per i prodotti agroalimentari contrassegnati con il made in Italy, non essendo compatibili con il mercato globale livelli di prezzi eccessivamente alti. Per mantenere livelli produttivi adeguati e non ridurre le produzioni a testimonianze di nicchie, occorrono capacità competitive e filiere efficienti.